Ultimi dieci giorni di FOTOGRAFIA: un primo bilancio
Domenica 28 ottobre chiuderà l’undicesima edizione, probabilmente la più “calda” di questo Festival che riesce ogni anno a portare a Roma tantissimi autori, tantissimo pubblico e fotografia di qualità. Un’edizione molto importante perché è riuscita a incrementare notevolmente le attività del Festival e a riunire una larghissima fetta della comunità nazionale e internazionale. Tutto nasce dal rapporto forte con il MACRO e dal programma di incontri, di residenze e di collezione che tutto l’anno si sviluppa con il museo.
Inauguratosi il 20 settembre al MACRO Testaccio (con due pre-inaugurazioni all’Accademia di Francia a Villa Medici il 17 settembre e al MACRO di Via Nizza il 19 settembre) il Festival è stato dedicato al tema “Work”, scelto collegialmente con la direzione del museo e sviluppato in moltissimi dei suoi ambiti e linguaggi. L’inaugurazione ha visto la partecipazione di oltre 5.000 persone, tra i quali moltissimi dei fotografi e dei curatori coinvolti in questa edizione, e ha lanciato il Festival verso un ottimo riscontro di pubblico.
Grande successo per le due mostre collettive che aprono il Festival: “Camera work” curata da Marco Delogu che comprende fotografie di McCullin, Koudelka, Ballen, Killip, Tunbjork, Van Roeckel, Dallaporta, Roberts, Maraini, Poppe, Chevrier e Barrada; e “Il Paese è reale” curata da Alessandro Dandini de Sylva, con immagini di Bonaventura e Imbriaco, Botto, Durantini, Neri ed un video di Jodice.
Per festeggiare il decimo anniversario della “Commissione Roma” abbiamo ospitato in residenza Anders Petersen (il cui lavoro è stato esposto nella Project Room 2 del MACRO di Via Nizza) e abbiamo affidato a Paolo Ventura l’incarico di ritrarre la città (“Lo Zuavo Scomparso” al MACRO Testaccio). Questi lavori prodotti dal Festival diventeranno parte integrante della collezione del museo. Le attività di residenza del museo sono poi proseguite con Jon Rafman, ospitato a settembre e già esposto al Festival del 2010, che con Valentina Tanni e Miltos Manetas ha tenuto un talk al museo il 14 settembre. Sempre al MACRO di Via Nizza è ospitata l’importante mostra di Yto Barrada, in collaborazione con il Guggenheim di Berlino; la Barrada insieme a Eric De Chassey e Claire Chevrier ha inaugurato il 17 settembre all’Accademia di Francia a Villa Medici le “lectures” del Festival, proseguite poi nello “Spazio Incontri” alla Pelanda, con una intensa tre giorni dove oltre quindici appuntamenti hanno visto una foltissima partecipazione (memorabile la lecture di Chris Killip). Per la prima volta abbiamo creato uno spazio dedicato all’editoria fotografica, Photobook alla Pelanda, dove quindici tra editori, bookshop, scuole e altre realtà della fotografia italiana hanno potuto far conoscere i loro progetti. Questa edizione segna anche il terzo anno di collaborazione con i tre guest curator Marc Prüst, Valentina Tanni e Paul Wombell, che con i loro progetti per il 2012 hanno portato formalmente a termine il rapporto con FOTOGRAFIA, e che resteranno come consulenti speciali del museo e del Festival.
Importanti novità sono state la prima edizione del Premio Graziadei Studio Legale dedicato ai giovani fotografi italiani (vincitori Andrea Botto e Francesco Neri, che hanno ricevuto un importante contributo per produrre i loro lavori), la collaborazione con “Cortoartecircuito” che ha prodotto le mostre “I mondi dei lavori perduti” (un bellissimo confronto tra Fosco Maraini e Nina Poppe sulle pescatrici ama in Giappone, curato da Paola Ugolini) e “Burma’s stories” (in collaborazione con il Yangoon Photo Festival), mettendo FOTOGRAFIA in relazione con il Festival “Asiatica” dedicato al cinema orientale (alla Pelanda dal 5 al 13 ottobre). Tra le altre rilevanti novità citiamo i workshops di Richard Kalvar e Moises Saman, prodotti dal Festival in collaborazione con l’agenzia Magnum, e la mostra di ritratti dei lavoratori del nuovo mercato testaccio allestita in modo molto scenografico nel mercato stesso, di fronte al museo, e prodotta dalla Provincia di Roma.
Il Festival ha visto rinnovato il suo circuito, sempre basato sulle prestigiose accademie di cultura straniere (mostre di Claire Chevrier all’Accademia di Francia a Villa Medici, di José Manuel Ballester all’Accademia di Spagna, e dello Studio Mumbai alla British School), con una partecipazione sempre più di qualità delle gallerie romane, l’esordio del bellissimo spazio Antonello Colonna Arte a Labico, la continuazione del rapporto con l’ICCD con la mostra “Corpi di reato”, e la mostra “Lost&Found” dedicata alle fotografie ritrovate dopo lo tsunami giapponese. Ottimo successo anche dei concorsi “Call for Entry” (prodotto dall’agenzia Superegg che ha realizzato una pubblicazione speciale dedicata ai lavori dei finalisti) e “Premio IILA”, con un incremento notevole dei partecipanti e due vincitori come Christian Lutz, per la “Call for Entry” e Alejandro Cartagena per il “Premio IILA”con progetti di altissima qualità.
Accolto ottimamente dalla stampa, con una copertura ampissima in tutti i settori (giornali, tv, radio e web), il Festival continua il suo rapporto privilegiato con Repubblica.it con il concorso per i lettori che vedrà nominato il vincitore nel weekend finale, insieme anche alla premiazione ufficiale del Premio Graziadei Studio Legale, e alla fiera Affordable Art Fair, che ospiterà una selezione di lavori della “Call for Entry” con un’attenzione particolare alla fotografia.
Dal 2011 il Festival ed il museo hanno iniziato una collaborazione con la casa editrice Quodlibet che ha portato alla realizzazione sia dei cataloghi delle mostre del MACRO sia dei cataloghi del Festival, dando un’immagine editoriale fortemente identitaria a tutte le esposizioni.
Ancora dieci giorni e poi ripartirà l’attività del museo e si inizierà a pensare al Festival del 2013.